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March 02 cOgli.l'4ttimO
...NO...Non accendere la luce,altrimenti non vedi la notte scendere!!
Guarda il lento scomparire delle ombre,e il bosco laggiù sfumarsi...
Guarda lassù...
il cielo canìmbiare da rosso a blu notte,
Guarda l'accendersi delle stelle e la sensualità della luna...
Ascolta poi i lievi rumori nel silenzio ovattato...
sussurrano parole nuove...
E' una magia che ogni dì si ripete e che noi invece ignoriamo,
ciechi e sordi alla ricerca sfrenata...
di false felicità ...
Ovunque tu sia,
con chiunque tu sia,
qualsiasi cosa tu faccia o pensi...
COGLI L'ATTIMO..finchè è il momento...
non lasciare che sia,FA CHE SIA....
T4tin4.dOlc3 February 18 ..AlAdDiN..![]() ![]() ![]() Avvicinatevi, amici miei, venite ad ammirare la mia mercanzia, la più bella e conveniente che potrete trovare qui ad Agrabah, la perla d'Oriente, la città del mistero e degli incantesimi! Che ne dite di questa lampada? Il suo aspetto è dei più comuni, eppure un giorno cambiò il destino di un giovane. Molti, prima di lui, l'avevano cercata invano.
Come Jafar, il potente consigliere del sultano di Agrabah, che pure una notte riuscì a trovare, con l'aiuto di uno scarabeo magico, l'ingresso della Caverna delle meraviglie nella quale, fra montagne di pietre preziose, monili, opere d'arte d'inestimabile valore, si celava la lampada. Ma, ahimè, come disse la Dea Tigre, il grande simulacro di pietra a guardia dell'antro: "Solo uno potrà entrare qui, uno i cui stracci nascondono un cuore puro come un diamante allo stato grezzo!" E quella notte, sotto le stelle indifferenti, mentre la Dea Tigre sprofondò di nuovo nella sabbia del deserto, Jafar giurò a se stesso che avrebbe trovato quel diamante grezzo... Giovane, aitante e poverissimo, quando le donne del mercato di Sgrabah lo vedono passare, non possono fare a meno di sorridergli; lui, Aladdin ha sempre un saluto, una parola scherzosa.
Solo il fornaio si arrabbia quando il giovane fugge via dopo aver... "prelevato" dal banco una bella pagnotta. E qualche volta Aladdin se la vedrebbe brutta se non lo aiutasse Abù, la sua scimmietta. Ma, insomma, bisogna pur mangiare, no? Si, ma vallo a spiegare alle guardie, prova a far credere loro che metà del bottino va regolarmente a chi è ancora più povero di Aladdin... "Beh, anche oggi abbiamo messo qualcosa nello stomaco. Per ora accontentiamoci!" pensa Aladdin tornando nella sua "casa" sul terrazzo di un vecchio palazzo. Niente di più che un po' di paglia in terra e una logora tenda per ripararsi dal sole... Ma la vista di lassù è bellissima: il palazzo del sultano splendente come una gemma. Quali meraviglie nasconderanno quelle Mura? Tra marmi preziosi, morbidi tappeti del palazzo, c'è lei, la bella tra le figlie del sultano, Jasmine, che continua ostinatamente a respingere tutti i pretendenti, cioè i più ricchi e nobili d'Oriente. Il povero sultano non sa davvero più che fare, per giunta non può nemmeno permettersi di alzare la voce con questa benedetta figliola, visto che il suo migliore amico è una gigantesca tigre di nome Rajah... "Eppure devi deciderti, figlia mia! - la implora il sultano - Fra tre giorni sarà il tuo compleanno e per allora, secondo la legge, dovrai sposarti! Ma Jasmine desidera si sposarsi, ma solo per amore, e più di tutto desidera uscire dal palazzo e sentirsi libera! Al povero sultano non rimane che chiedere l'aiuto di Jafar e in cambio deve cedergli il suo famoso anello con il magico diamante azzurro. Jafar era raggiante perchè il diamante magico gli permetterà finalmente di vedere il volto dell'unica persona in grado di entrare nella caverna delle meraviglie! Intanto Jasmine ha preso una decisione: uscirà dal palazzo per conoscere finalmente la vita che si svolge fuori da quella prigione dorata. Il sole è alto quando la fanciulla entra nel dedalo di viuzze del mercato di Agrabah! Dove, nel frattempo, Aladdin si è già procurato, con l'aiuto di Abù un bel cocomero per colazione. Ma... Al diavolo la colazione! Chi è mai la fanciulla davanti al banco della frutta?... Ehi, un momento, il fruttivendolo pretende di essere pagato dalla celestiale visione! Come se una dea potesse maneggiare la vile moneta (e qui Aladdin non è lontano dal vero: le principesse, si sa, non toccano mai denaro)...
Con un balzo il nostro eroe raggiunge la visione e le sussurra di fingersi pazza: solo così sfuggirà all'ira del mercante. Ma torniamo per un attimo al palazzo dove Jafar, con l'inseparabile pappagallo Iago, sta compiendo il fatidico esperimento: grazie all'anello del sultano egli potrà vedere l'immagine di colui che è destinato ad entrare nella Caverna delle meraviglie! Gli appare il volto di... Aladdin! "il mio diamante grezzo! - esulta Jafar - Ma che ci fa la principessa Jasmine con lui?" I due giovani stanno vivendo attimi di quiete, rimirando il palazzo nella luce dorata del tramonto! Attimi di breve durata, infatti si stanno avvicinando le guardie inviate da Jafar per arrestare Aladdin! Invano Jasmine, tornata a palazzo, chiede a Jafar di liberare il giovane: Aladdin è accusato nientemeno che di... averla rapita! E di fronte ad un simile reato neppure il sultano può intervenire. Solo il piccolo Abù riesce a raggiungere il suo amico passando attraverso le sbarre della segreta in cui è rinchiuso. La scimmietta libera Aladdin dai ceppi, ma chi può farlo uscire di lì? "Io posso farlo"! A quella voce Aladdin sobbalza: accanto a lui c'è un vecchio cencioso che gli indica un buco nella parete. "Seguimi e sarai libero e tanto ricco da poter persino sposare la tua principessa!" Sotto quei laceri panni si nasconde - l'avrete capito - Jafar e Aladdin, abbagliato dalla prospettiva di poter chiedere la mano di Jasmine, accetta di seguirlo nel deserto. Davanti a lui la Dea Tigre riemerge dalla sabbia e spalanca le fauci mentre una voce cavernosa dice: "Non prendere nulla tranne la lampada e sarai premiato!" Aladdin si ritrova circondato da mille tesori, in cima a una ripida scalinata c'è il solo oggetto che gliè consentito avere, un'umile lampada un po' arrugginita! Chi invece non sa resistere alla tentazione è la scimmietta. Attratto da un'enorme gemma nelle mani di un idolo, Abù si avvicina, tocca la pietra e un rombo immane scuote la caverna! Il pavimento sprofonda, l'immenso tesoro precipita in un mare di lava infuocata e Aladdin finirebbe tra le fiamme con Abù se, ad interrompere il loro tragico volo, non giungesse un... tappeto magico, uno dei tanti tesori della caverna, che li solleva fino all'uscita! Qui li attende Jafar che allunga le mani verso la lampada ancora stretta in pugno da Aladdin, la afferra e lascia che il giovane ricada nello strapiombo! Poi depone per un attimo la lampada e riprende il suo naturale aspetto scoppiando in una risata di trionfo! E Aladdin?
Trasportato al sicuro dal tappeto, resta per qualche istante esanime. Quando si riprende vede il musetto impertinente di Abù che gli porge la lampada: l'incorreggibile ladruncolo è riuscito a riprenderla a Jafar senza che questi se ne accorgesse!!! "Sembrerebbe un oggetto senza alcun valore... Ma, un momento, c'è scritto qualcosa..." E nell'attimo stesso in cui il giovane strofina una mano sull'iscrizione per ripulirla, la lampada... sembra animarsi, dal suo becco esce un fil di fumo e davanti agli occhi allibiti di Aladdin e Abù, appare il GENIO! Il Genio piega ad Aladdin che può soddisfare tre dei suoi desideri, qualunque essi siano, purchè non si tratti di uccidere, resuscitare i morti o far sì che qualcuna si innamori di lui! Intanto ad Agrabah, nel palazzo del sultano, Jafar pensa di sposare Jasmine " Una volta sposata la principessa, sarà un gioco da ragazzi liberarmi di lei e di quel sempliciotto del sultano e sedermi sul trono!" Anche Aladdin sta pensando a Jasmine, ma i suoi son pensieri d'amore: "Ah, se fossi degno della sua mano... Ma, perchè no? Genio, voglio che tu faccia di me un principe: aiutami e sarai libero per sempre!" Aladdin promette al Genio che come terzo desiderio chiederà che sia libero dalla schiavitù della lampada!
Il Genio subito dopo soddisfa il desiderio di Aladdin trasformandolo in un ricco principe! Intanto a Palazzo Jasmine stava rifiutando tutti i pretendenti e Jafar stava leggendo al sultano (ipnotizzato) un'interminabile pergamena in cui c'era scritto che se la principessa rifiuterà tutti i pretendenti dovrà sposare il visir reale, cioè lui, JAFAR! Per fortuna un rumore proveniente dalla piazza richiama il sultano al balcone. Accidenti, mai visto un corteo così sontuoso: carovane di cammelli pieni di doni, uomini con stendardi, e infine, in groppa all'elefante, ecco il nuovo pretendente alla mano di Jasmine, ovvero Aladdin, sfarzosamente abbigliato come un vero principe, il principe Alì Abàbua! Il sultano esulta: "E' anche bello! Che sia la volta buona?" "Lasciate che veda vostra figlia e la conquisterò subito!" azzarda Aladdin-Alì. Ma a raffreddare ogni entusiasmo, ecco la gelida voce di Jasmine:" Come osate parlare così di me? Io non sono un premio da vincere!" Aladdin non se la prende troppo e raggiunge Jasmine invitandola a far con lui un volo sul tappeto magico. Inizia così per la fanciulla un'avventura indimenticabile! Che notte magica... Jasmine, che sia questo principe così bello e gentile lo sposo dei tuoi sogni?
Ma, ahinoi, il dramma è in agguato. Aladdin viene legato da alcuni sgherri di Jafar e gettato in acqua! Riesce però a sfiorare la lampada ed ad esprimere il suo secondo desiderio: essere salvato! Il Genio corre subito a salvare il padroncino. A palazzo intanto, Jafar, convinto di essersi sbarazzato del rivale, torna alla carica con il sultano riproponendo la sua candidatura, ma nella sala piomba Aladdin che accusa senza mezzi termini il visir reale di aver tentanto di ucciderlo! Il sultano e Jasmine ordinano che venga arrestato e gettato nella buia cella in attesa di scontare le sue colpe. Ma, il perfido ha ancora un'arma in mano: una fiala che getta sul pavimento provocando una nube di fumo. Diradato il fumo, in mano alle guardie rimane solo un mantello. "Pazienza, lo ritroveremo presto! - esclama il saggio sultano - L'importante è che ora mia figlia abbia accettato un pretendente... Vi sposerete al più presto!" Ma il perfido Jafar non si arrende così facilmente: nella notte ruba la lampada magica nella stanza del principe Alì. Addio sogni d'amore! Ora la lampada è nelle peggiori delle mani: quelle del perfido visir! Il primo desiderio espresso da Jafar è quello di diventare lui stesso sultano di Agrabah ed il Genio è costretto ad esaudirlo. Come secondo desiderio ordina al genio di diventare il più potente mago del mondo. Detto e fatto! Jafar allora lancia una saetta col suo scettro trasformando in un innocuo micio il fedele Rajah che accorreva in aiuto di Jasmine. Infine prende di mira il principe Alì. Lo spoglia dei suoi abiti regali e lo imprigiona con Abù in una torre! Gridò poi a Jasmine:" Guarda, il tuo principe non è che Aladdin, il misero ladro che hai conosciuto al mercato! AH AH AH!" Sembrava che tutto volgesse per il meglio per Il visir... ma si era dimenticato del tappeto magico che liberò Aladdin e Abù! I due corsero in aiuto di Jasmine gridando: "Jafar, tu ora sei un grande mago, ma non sarai mai potente come un genio!" All'udir ciò Jafar esprime il suo terzo desiderio: "Voglio essere il più potente dei geni!" E così è, con Aladdin svelto a riprendersi la lampada ed a risucchiarvi dentro il suo nuovo... inquilino! Jafar è così sconfitto dall'astuto Aladdin! Gli incatesimi finiscono! Alladin pur sapendo che non avrebbe mai potuto sposare Jasmine non essendo principe, espresse il terzo desiderio: "Genio, da questo momento sei libero"! Il Genio era commosso: il suo giovane amico aveva sacrificato la propria felicità per mantenere una promessa! A risolvere tutti i problemi intervenne il sultano che cambiò la legge e permise a Jasmine ed Alladin di sposarsi! E così la nostra favola finisce bene per tutti, o quasi... Perchè, come vorreste che finisse una bella favola? :) ![]() January 16 open day..tr ridere..oggi all'open day troppo del ridere.. c'era la bea, noe, tizy, albi, ve, e altre.. iniziamo cn la pazza.. c'era 1 k cercava la nipote (che ha perso nel montale il 16 DICEMBRE!!!!!) k puzzava di birra e aveva il piercing sulla lingua.. e la ha descitta cosi: bionda ma nera..... bassa ma alta.....!!!!!!!!! ma capite!!!!!!!!!!!!!!
poi io e albi siamo andati a vedere se la palestra era aperta e ci siamo kiusi dentro.... nn riuscivamo a uscire.... nn ci ricordavamo k la palestra si apre solo da fuori!!!
e abbiamo kiamato al cell la noemi e ci ha ''liberato''.. poi abbiamo accompagnato una signora a cercare x tt la scuola un ombrello... k fatica... la storia dell'ombrello ve la risparmio!!!!!!
il preside parlava nell'aula magna e diceva PISSICOLOGA.. ogni volta k lo diceva tt a ridere... poi vari tentativi di fuga di bambini e genitori..
hihihi... poi al 4 piano i e albi a prendere 1 merendina.. k paiuraaaaaaaaaa.. tt al buio!! poi hai fatto buuuuu..
e quasi qnd ce ne stavamo andando io e la tizy siamo rimaste kiuse in qll merda dell'ascensore... e ho dovuto aprirlo cn le manine... k paura!!!
al 3° piano in bagno delle ragazze... hihihi...
ba bè.. ora vado.. commentate (in meglio)..
un bacio @ri
January 02 ma dv siamo finiti?!Paris Hilton è una coa bizzarra e alquanto inquietante: stra-ricca. stra-famosa e con nessun talento apparente che non sia sponsorizzare se stessa. Amata o odiata non passa mai inosservata, grazie anche alle sue stravanganze. A prescindere dall'opinione che si può avere in proposito, bisogna ammettere che non è un modello positivo per le ragazzine che sognao di diventare come lei. In caso contrario non ci sarebbe nessuna spiegazione razionale al nuovo programma di Mtv che va in onda alle 14:00 più o meno. My Super Sweet Sixteen, è un reality. Ogni puntata è dedicata ad una quasi sedicenne alle prese con la sua festa di compleanno.
![]() Il sedicesimo compleanno negli USA ha un valore simie ai diciotto anni, qui da noi. Perchè possono prendere la patente, anche se non diventano maggiorenni. Guardare questo programma è traumatico, chi si immagina una festa con patatine e coca cola, dove ragazzini timidi e con i brufoli ballano in maniera goffa, beh, deve smettere di ascoltare Elio e le storie tese! Le ragazzine si vestono come delle trentenni disperate, solo un pò più colorate, sono disinibite come nessuno e assolutamente viziate. I genitori, presumibilmente dei milionari che lavorano nel mondo della musica, colludono con tutti i capricci e le richieste inverosmili di queste amabili donzelle. Nella puntata di oggi la festeggiava si auto-organizza una festa che farebbe invidia al presidente: fa chiudere la strada del locale dove intende fare il party, e che importa se un allibito proprietario cerca di spiegarle che non si può perchè c'era uno ospedale nelle vicinanze? Lei in effetti non ha tutti i torti, come può svolgersi la parata in suo onore, se circolano le macchine? Tutto si risolve quando la mami ricorda al tizio che loro sono ricchi e lui deve obbedire. Commovente, invece, la parte in cui va a piagnucolare dal Papi perchè vuole un intero circo di cantanti Hip Hop, i quali evidentemente per abbassarsi ad andare a cantare per un gruppo di scalmanati sedicenni devono avere dei segreti imbarazzanti e i vari papi li conoscono: comunque alla fine riesce ad ottenre Germaine Dupri (chi?) e G-Unit (altro chi?). Tutto sta per precipitare quando a due giorni dalla kermesse, l'amore di papà non riesce a trovare il vestito e quindi inizia a piagnucolare che se non sarà la più bella non andrà alla fetsa. Per fortuna, quando sta per convincere il sindaco a firmare un editto che sancisce che tutti i cittadini il giorno del suo compleanno si devono imbruttire, finalmente riesce a trovare degli straccetti trasparenti e a fiorellini, che pure Jenna Jameson si vergognerebbe a indossare. La festa può avere inizio, ma non tutto va come sua piccola maestà ha comandato: il suo migliore amico si ubriaca, le svomitazza sul braccio e allora lei incurante del fatto che lui sia semi-svenuto lo fa buttare fuori, due si baciano (evidentemente un vero orrore) e lei li fa smettere a suon di bastonate e poi scatta la solita rissa, ma con degli idranti di acqua gelata riesce a mettere a posto le cose. La festa è un vero successo, i suoi 250 "amici" sono abbastanza invidiosi perchè lei possa ritenersi soddisfattta e poi il Papi le regala pure una mercedes. E vissero tutte felici e contenti!vorrei sapere se a voi pare normale!?! ma dove viviamo?! e mi meraviglio pure k lo facciano vedere in telavisione....
bah...
*bimba.stylosa December 27 cenerentola!! ,.-~*´¨¯¨`*·~-.¸-(_"*♥La favola di Cenerentola♥*"_)-,.-~*´¨¯¨`*·~-.¸
C'era una volta, in un paese lontano, un gentiluomo vedovo che viveva in una bella casa con la sua unica figlia. Egli donava alla sua adorata bambina qualsiasi cosa ella desiderasse: bei vestiti, un cucciolo, un cavallo..... Tuttavia capiva che la piccola aveva bisogno delle cure di una madre. così si risposò, scegliendo una donna che aveva due figlie giovani, le quali, egli sperava, sarebbero diventate compagne di giochi della sua bambina. Sfortunatamente, il buon uomo morì poco tempo dopo, ed allora la matrigna mostrò la sua vera natura.Era dura e fredda, e profondamente invidiosa della dolcezza e bontà della sua figliastra, perché queste qualità facevano per contrasto apparire le sue due figlie, Anastasia e Genoveffa, ancor più meschine e brutte. Le sorellastre andavano riccamente vestite, mentre la povera ragazza era costretta ad indossare un vestito semplice e grossolano, ed un grembiule, e a compiere in casa tutti i lavori più pesanti. Si alzava prima dell'alba, andava a prender l'acqua, accendeva il fuoco, cucinava, lavava e puliva i pavimenti. Quando aveva finito di sbrigare tutti i lavori, per riscaldarsi era solita sedersi vicino al camino accanto al carbone ed alla cenere. Perciò cominciarono a chiamarla Cenerentola. La matrigna e le sorellastre dormivano in belle stanze, mentre la piccola camera di Cenerentola era in soffitta, proprio sotto il tetto della casa, deve vivevano dozzine di topi. Nonostante tutto questo, Cenerentola rimase gentile e cortese, sognando che un bel giorno la felicità sarebbe arrivata. Fece amicizia con gli uccelli che la svegliavano tutte le mattine. Fece anche amicizia con i topi con cui divideva la soffitta, diede a ciascuno un nome, e cucì loro dei minuscoli vestiti e cappelli. I topi amavano Cenerentola e le erano grati, perchè talvolta li liberava da una trappola o li salvava da Lucifero, il malizioso gatto della matrigna. Ogni mattina, Cenerentola, preparava la colazione per tutti gli abitanti della casa: una scodella di latte per il gatto, un osso per il cane, avena per il suo vecchio cavallo, granoturco e frumento per le galline, le oche e le anitre del cortile. Poi portava al piano di sopra i vassoi della colazione per la matrigna e le sorellastre Anastasia e Genoveffa. "Prendi questa roba da stirare e riportala entro un'ora" ordinava Genoveffa. "Non dimenticare il mio rammendo, e non impiegare tutto il giorno a finirlo!" la rimproverava Anastasia. "Stendi il bucato e vai avanti col tuo lavoro" ordinava la matrigna "Batti il grande tappeto della sala, lava le finestre, pulisci la tappezzeria!" "Si Genoveffa. Si Anastasia. Si mamma" rispondeva Cenerentola mettendosi al lavoro di buona lena. Dall'altra parte della città c'era il palazzo reale. Un giorno il re convocò il granduca Monocolao e gli disse: "E' tempo che il principe prenda moglie e si sistemi!" "Ma vostra Maestà" rispose il duca " deve prima trovare una ragazza ed innamorarsi!" "Hai ragione" ammise il re. "Daremo un ballo ed inviteremo tutte le fanciulle del reame. Dovrà per forza innamorarsi d'una di loro." Subito furono spediti gli inviti e il regale biglietto fu portato anche nella casa di Cenerentola. "Un ballo! Un ballo! Andremo ad un ballo!" gridarono Anastasia e Genoveffa. "Anch'io sono invitata" disse Cenerentola. "C'è scritto: 'Per ordine del Re, ogni fanciulla dovrà partecipare!". Le sorellastre risero all'idea di Cenerentola che andava ad un ballo indossando il grembiule con una scopa in mano. Ma la matrigna, con un sorriso sornione, disse che Cenerentola sarebbe certamente potuta andare se avesse finito il suo lavoro e si fosse procurata un vestito decente da indossare. "Se....." rise Anastasia "Se....." sghignazzò Genoveffa. E venne il gran giorno. Fin dall'alba le sorellastre furono indaffarate a scegliere abiti, sottovesti ed ornamenti da mettere nei capelli, e non parlarono che del modo in cui si sarebbero vestite per il ballo. Nel frattempo Cenerentola fu tenuta più occupata del solito, perché dovette stirare le ampie gonne, sistemare le guarnizioni, annodare i nastri. Quando venne la carrozza a prendere la matrigna e le sorellastre, Cenerentola non aveva avuto neppure avuto il tempo di prepararsi. "Bene" disse la matrigna. "Allora non verrai. Che peccato! Ma ci saranno altri balli!" Cenerentola salì tristemente le scale buie e si affacciò alla sua finestra illuminata dalla luna. E guardò mesta il palazzo lontano che risplendeva di luci. All'improvviso, una candela venne accesa alle sue spalle. Cenerentola si voltò, e vide un bellissimo vestito da sera. L'avevano cucito per lei gli uccelli ed i topi suoi amici, e lo avevano decorato con pezzi di nastro e perline che avevano trovato in giro per la casa. In men che non si dica, Cenerentola indossò il vestito e corse giù per le scale, gridando: "Per favore, aspettate, vengo anch'io!" Anastasia e Genoveffa si girarono: com'era bella! L'invidia le accecò e... "Le mie perle!" gridò una. "Il mio nastro!" urlò un'altra e strapparono il vestito di Cenerentola. Poi, soddisfatte se ne andarono. Disperata Cenerentola corse in giardino e singhiozzò: "E' proprio inutile. Non c'è niente da fare!" Ma in quel momento da una nuvola di polvere di stelle uscì una donnina dalla faccia tonda, avvolta in un mantello con cappuccio. "Sciocchezze, figliola" disse con voce dolce. "Asciuga quelle lacrime: non vorrai andare al ballo in questo stato!". Cenerentola smise di piangere e chiese: "Chi siete?" "Sono la fata tua madrina e mi chiamo Smemorina" rispose lo strano personaggio. "Non abbiamo molto tempo a disposizione. Penso che per prima cosa tu abbia bisogno di una zucca." Cenerentola non capì il motivo, ma obbedì e raccolse una grossa zucca. La fata agitò la sua bacchetta magica verso di essa, e cantò: "Salagadula, mencica bula, bibbidi-bobbidi-bu...." la zucca si alzò lentamente sul fusto, mentre i viticci arrotolandosi si trasformarono in ruote: in un attimo diventò una stupenda carrozza. "Ora" disse la fata "abbiamo bisogno di alcuni topi". Quattro piccoli amici di Cenerentola si presentarono di corsa, ed ancora una volta la fata cantò le parole magiche mentre toccava i topi con la sua bacchetta. I topolini furono trasformati in quattro cavalli grigi pomellati che furono subito attaccati alla carrozza. Poi la fata trasformò il vecchio cavallo di Cenerentola in un superbo cocchiere ed il cane Tobia in un elegante valletto. "Ed ora tocca a te, mia cara" disse la fata Smemorina, toccando Cenerentola con la sua bacchetta. Il vestito strappato diventò uno splendido abito di seta e da sotto la gonna spuntarono delle deliziose scarpette di cristallo, le più belle del mondo. Cenerentola non riusciva a parlare per l'emozione. La fata allora spinse la carrozza e le raccomandò di non rimanere al ballo dopo la mezzanotte: se fosse rimasta un solo minuto di più, la carrozza sarebbe ridiventata una zucca, i cavalli topolini, il cocchiere un vecchio cavallo ed il valletto un cane, e lei stessa si sarebbe ritrovata vestita di stracci. Cenerentola promise e partì felice verso il palazzo reale. Quando arrivò, il ballo era già iniziato, e il principe, con aria un pò annoiata, stava facendo l'inchino alle duecentodecima e duecentoundicesima damigella: le brutte sorellastre Anastasia e Genoveffa. All'improvviso alzò lo sguardo e scorse all'ingresso la più bella fanciulla che avesse mai visto. Come trasognato piantò in asso le sorelle e si avvicinò a Cenerentola, la prese per mano e l'accompagnò nella grande sala, in mezzo a tutti. Per tutta la serata il figlio del re non ballò con nessun altra e non lasciò la sua mano un solo minuto. Le sorellastre e la matrigna non riconobbero Cenerentola e si rodevano d'invidia chiedendosi chi potesse essere la bella sconosciuta. Tutte le dame osservarono il suo abito e la sua pettinatura, e si ripromisero di copiarli il giorno seguente. Il vecchio re sorrideva soddisfatto: il principe aveva trovato la sposa dei suoi sogni. Passarono le ore. Quando l'orologio del palazzo cominciò a battere la mezzanotte, Cenerentola ricordò la promessa. "Devo andare" gridò spaventata e, liberando la sua mano da quella del principe, attraversò il palazzo e scese di corsa lo scalone, inseguita dal principe e dal granduca. Una scarpetta di cristallo le si sfilò correndo, ma lei non si fermò finché non fu in carrozza. L'orologio stava ancora battendo l'ora quando la carrozza lasciò il palazzo di gran carriera: mentre oltrepassava il cancello, risuonò il dodicesimo rintocco: carrozza, cavalli, tutto sparì ed al loro posto comparvero una zucca, alcuni topolini, un cane, un vecchio cavallo e una fanciulla vestita di stracci. Tutto ciò che rimaneva di quella magica serata era la scarpetta di cristallo che brillava al piede di Cenerentola. Il mattino seguente, il figlio del re comunicò al padre che avrebbe sposato solo la fanciulla che aveva perso la scarpetta al ballo. Il granduca Monocolao fu incaricato di cercare la ragazza il cui piede entrasse perfettamente nella preziosa scarpetta. Il granduca provò la scarpetta a tutte le principesse, alle duchesse, alle marchese, a tutte le dame del regno, ma inutilmente. Arrivò infine a casa di Cenerentola. La matrigna tutta eccitata, corse a svegliare le sue pigre figlie. "Non abbiamo un minuto da perdere" gridò. "C'è la possibilità che una di voi diventi la sposa del principe, se riuscirà a calzare la scarpetta di cristallo!" e le mandò giù di corsa dal duca, con la raccomandazione "Non deludetemi"! Poi seguì Cenerentola, che era andata in camera sua per rendersi presentabile al duca, e la chiuse dentro a chiave. Nessun'altra doveva poter approfittare di un'occasione tanto fortunata. Quando Cenerentola udì lo scatto della serratura, capì, troppo tardi, cos'era accaduto. "Per favore, vi prego, fatemi uscire!" implorò girando inutilmente la maniglia. La matrigna si mise in tasca la chiave e se ne andò sogghignando. Non si accorse però che due topolini la seguivano, senza mai perdere di vista la tasca in cui aveva messo la chiave. Nel frattempo Anastasia e Genoveffa stavano discutendo sopra la scarpetta di cristallo, e ciascuna affermava che era sua. La matrigna le osservò con attenzione mentre cercavano senza successo di far entrare i loro piedoni nella minuscola scarpetta. Non si accorse che i due topolini le sfilavano silenziosamente la chiave dalla tasca e se la portavano via. Il granduca riprese la scarpetta alle due sorellastre immusonite e si avviò alla porta per andare nella casa seguente, quando Cenerentola, chiamò dalle scale: "Per favore Vostra Grazia, aspettate! Posso provare la scarpetta?" La matrigna tentò di sbarrarle il passo. "E' solo Cenerentola, la nostra sguattera." disse al duca, ma egli la spinse di lato. "Signora, i miei ordini sono: ogni fanciulla del regno!" La malvagia matrigna tentò un ultimo trucco. Fece lo sgambetto al servitore del duca che reggeva su un cuscino la scarpetta di cristallo: la preziosa scarpina cadde per terra frantumandosi in mille pezzi. "Oh è terribile!" gridò il duca. "Cosa dirà il Re?" Allora Cenerentola mise la mano nella tasca del grembiule. "Non preoccupatevi" disse "ho io l'altra scarpetta" Il duca gliela calzò, ed il piede naturalmente entrò senza fatica. Il quel momento apparve la fata Smemorina, che toccò Cenerentola con la bacchetta magica. E tutti poterono constatare che era proprio lei la bella sconosciuta che aveva conquistato il cuore del principe al ballo. Cenerentola fu accompagnata al palazzo reale con la carrozza del re. Là, fra grandi feste ed al suono di tutte le campane del reame, Cenerentola sposò il suo principe. E da quel giorno vissero felici e contenti.
![]() December 26 le mie suerkikkine..December 23 dedicata al mio fabiettoOra vieni con me
il migliore amiko è quello k nel momento del bisogno è sempre li con te.. t aiuta t ascolta.. te x me hai fatto tantissimo x ale, x matte.. 6 troppo speciale.. fa nn so cm ringraziarto di tutto.. 1 volta nn hai manko pranzato x venire qui da me k io stavo male x ale.. solo 2 parola.. grassie more... veramente.. vorrei averti sempre vicino a me!!!!!!!!!!!!!
6 тяσρρσ ѕρє¢ιαℓє χ ѕfυggιямι.. ии ρσѕѕσ ρєямєттєямι ∂ι ρєя∂єятι.. December 19 princyDecember 16 lettera da amsterdam..sampSampdoria - Lettera da Amsterdam
L'ultima volta che l'ho vista sembrava ancora una bambina ma ci faceva gia' girar la testa e per vederla ad ogni appuntamento per me non era presto partire la domenica mattina. L'ho vista questa primavera sembrava proprio una signora vestita coi colori della sera una regina sotto i riflettori purtroppo per adesso la vedo solamente alla tv! CHISSA' COM'E' ADESSO LA DOMENICA CON LEI DIMMELO TU CHE PUOI SENTIRE I BRIVIDI CHE DA DILLE CHE IO CHE IO NON L'HO TRADITA CHE IO NON L'HO DIMENTICATA MAI ED PER QUESTO CHE RITORNEREI! Ho letto che da un po' di tempo Lei viaggia spesso per l' europa chissà che io non la Riveda chissà che non venga proprio qui e vestito per la festa di certo Lei mi riconoscerà amico mio dalla mia finestra vedo ciminiere e tulipani amico mio lo sai verrà domani e dopo tanto tempo tornerò perchè ci lega un filo un filo che mi porta dritto a Lei. CHISSA' COM'E' ADESSO LA DOMENICA CON LEI DIMMELO TU CHE PUOI SENTIRE I BRIVIDI CHE DA DILLE CHE IO CHE IO NON L'HO TRADITA CHE IO NON L'HO DIMENTICATA MAI ED PER QUESTO CHE RITORNEREI! December 09 boh!!!December 07 PRINCIPE&PRINCIPESSAOggi è stata 1 cosa tenerissima principe..eravamo in via torre ed eri seduto sulla moto e io li abbracciata a te, ke ti sfuggivo, scappavo, e arrossivo.. te mi hai tirata forte a te e mi hai sussurrato dolcemente nell'orecchio:'' Vuoi stare cn me?!''.. io mi sono leggermente tirata su con a testa e felicissima cm nn mai ho fatto un cenno cn la testa..=)=)
principe veramente sono + k felice.. sto benissimo.. un ciao!
IL 7/12/07 è INIZIATA LA NOSTRA FAVOLA.. dA VIVERE COME PRINCIPE E PRINIPESSA.. December 05 x il mio amoreDove sarai, anima mia non lo vedi che io vivo di te, dove sarai. . . November 30 ...vocbolary...-ιℓ νσ¢αвσℓαяισ ∂єℓℓα яαgαzzα- ѕι=иσ иσ=ѕι мαgαяι = иσ ѕєι ѕιмραтι¢σ...∂σℓ¢є...мα иσи ѕєι ιℓ мισ тιρσ!! = мι fαι ¢αgαяє! ѕєитι fαι qυєℓℓσ ¢нє νυσι= иσи fαяℓσ ѕє иσ мι ιи¢αzzσ иσи ѕσиσ gєℓσѕα = ¢єятσ ¢нє ѕσиσ gєℓσѕα, ѕтυρι∂σ мι αмι тαитσ = нσ fαттσ qυαℓ¢σѕα ¢нє иσи тι ρια¢єяà ѕσиσ gяαѕѕα = ∂ιммι ¢нє ѕσиσ вєℓℓα ! ∂єνι ιмραяαяє α ραяℓαяє = ∂єνι єѕѕєяє ∂'α¢¢σя∂σ ¢σи qυєℓℓσ ¢нє ∂ι¢σ σн ! мι αѕ¢σℓтι = тяσρρσ тαя∂ι, ѕєι мσятσ ! νιѕтσ ¢нє вєℓℓα qυєℓℓα яαgαzzα? = ∂ιммι ¢нє ѕσиσ ριù вєℓℓα ѕє иσ тι ραятє υи ¢єffσиє (αи¢нє ѕє ℓα яαgαzzα ιи qυєѕтσиє è мιѕѕ мσи∂σ) тι ѕσиσ мαи¢αтα? = мι нαι тяα∂ιтα? ѕєι ιℓ мισ мιgℓισяє αмι¢σ = є¢¢σ ¢σѕì ¢αριѕ¢ι ¢нє иσи ¢ι ѕтσ нσ ∂α fαяє = να∂σ α fαяє ѕнσρριиg ¢σи ℓє αмι¢нє ѕρєттєgσℓαи∂σ ѕιмραтι¢ι ι тυσι αмι¢ι! = ¢нє gяαи∂ιѕѕιмι ι∂ισтι иσи тι мєяιтσ = иσи ѕσ ριù ¢σмє ѕ¢αяι¢αятι che cazzo!
- ιℓ νσ¢αвσℓαяισ ∂єℓ яαgαzzσ - нσ fαмє = нσ fαмє нσ ѕσииσ = нσ ѕσииσ νυσι αи∂αяє αℓ ¢ιиємα ¢σи мє? = νυσι ѕ¢σραяє ¢σи мє? тι ρσѕѕσ ¢нιαмαяє qυαℓ¢нє νσℓтα? = νσgℓισ ѕ¢σραяє ¢σи тє νυσι вαℓℓαяє ¢σи мє? = νσgℓισ ѕ¢σραяє ¢σи тє ¢нє вєℓℓσ ιℓ тυσ νєѕтιтσ ! = ¢нє ¢σяρσ !! мι яσмρσ ℓє ραℓℓє.= νσgℓισ ѕ¢σραяє ¢σи тє тι αмσ = ѕ¢σριαмσ нαι ∂єι вєℓℓιѕѕιмι σ¢¢нι=¢αzzσ ¢нє тєттє!!! ѕι, тι αмσ αи¢нє ισ = σк, ѕ¢σριαмσ α∂єѕѕσ ¢нє вєℓℓє ℓαввяα = νι яιѕραямισ ℓα тяα∂υzισиє... тι ѕσиσ мαи¢αтσ? = яє¢υρєяιαмσ ιℓ тємρσ ρєяѕσ? ѕєι ℓα мια мιgℓισяє αмι¢α = ѕιαмσ υи ραѕѕσ αναитι, иσи нσ мαι єѕ¢ℓυѕσ яαρρσятι ¢σи ℓє αмι¢нє ѕρє¢ιє ѕє мιgℓισяι нσ ∂α fαяє = мι ¢αgσ ѕυℓ ∂ιναиσ ¢σи gℓι αмι¢ι α νє∂єяє ℓα ραятιтα |